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COMUNI
della VALLE del CESANO - San Lorenzo in Campo |
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Informazioni
Turistiche su San Lorenzo in Campo |
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San Lorenzo in Campo è immerso
nel tipico paesaggio collinare marchigiano.
Caratteristica del luogo la sorgente di acqua
sulfurea, denominata "acqua purgativa", al parco
di Via del Molino.
Il Comune ha come frazioni le località di San
Vito sul Cesano e Montalfoglio, le cui origini
si pensa risalgano attorno al 400 d.C., quando,
distrutta la città di Suasa dai Goti di Alarico
(409 d.C.), i cittadini che scamparono alla strage
si dispersero nelle alture circostanti ove crearono
dei villaggi. Queste frazioni conservano intatte
le loro strutture medioevali e offrono al turista
pace e tranquillità. |
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Di notevole interesse artistico
sono l'Abbazia Benedettina, la rocca, e il teatro
"Mario Tiberini", che purtroppo in questo periodo
risultano danneggiati dal terremoto del 1997.
L'Abbazia Benedettina fu elevata a basilica nel
1943 da S.S. Pio XII ed è uno dei principali monumenti
romanico-gotici delle Marche. Fu costruita prima
dell'anno Mille dai monaci, venuti da Sant'Apollinare
in Classe, sui resti del tempio di Adone con materiale
della città di Suasa. I benedettini trovarono
qui una comunità cristiana in cui diffusero il
culto di S. Lorenzo, portato dai romani (siamo
ai primi secoli dell'era cristiana) in seguito
ai rapporti economici con Suasa. Per questo l'Abbazia
è stata dedicata a S. Lorenzo martire in Roma,
"in silvis" per la presenza di boschi sacri, e
poi "in campo" forse in seguito all'"ora et labora"
dei benedettini che avevano come attività principale
il lavoro dei campi.
E' una maestosa costruzione romanico-gotica a
tre navate. Ha delle arcate a tutto sesto in muratura,
sorrette da colonne di granito grigio provenienti
dall'Egitto, portate dai romani per i templi pagani.
La copertura è a capriate scoperte, la parte centrale,
costituita da tre absidi, è quella più antica:
risale infatti al periodo compreso tra il VII
e il IX secolo. |

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Di notevole importanza è l'Altare
Maggiore per i suoi rari e pregevoli marmi. Proprio
sotto l'Altare Maggiore è presente una bellissima
cripta riportata alla luce nel 1940. La cripta
conserva due crocifissi del 1600 in legno (eseguiti
da Fra Innocenzo da Petralia autore dei crocifissi
di Loreto e di Damiano d'Assisi) e un'urna del
1700 con dentro otto ossa di San Demetrio (il
resto è a Salonicco -Grecia- , dove venne ucciso
nel 305).
Tra le opere pittoriche all'interno dell'Abbazia,
di grande rilievo è la tela del Ramazzani di Arcevia
(1535) raffigurante la "Madonna e Santi" con scene
della Passione, molto belli i medaglioni del rosario
attorno alla tela. E' presente anche una Tavola
dell'Agapiti, datata 1530, raffigurante San Demetrio
e San Lorenzo (con la graticola in mano), che
ricevono da Gesù bambino, in braccio alla Madonna,
la palma del martirio. Alle spalle di San Demetrio
si nota un muro spezzato a rappresentare il distacco
tra la chiesa cattolica e ortodossa. |
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Il Teatro "Mario Tiberini",
è situato nel palazzo dei "Della Rovere", ex Casa
Comunale del sec. XVI, facente parte del Castello
roveresco, con sovrastrutture seicentesche (è
presente uno stemma del Card. Giulio della Rovere),
ceduto al Comune dal Marchese Ippolito. Inizialmente
si denominava Teatro "Trionfo" e sembra essere
stato ricavato dalla sala da ballo dei "Della
Rovere". Esiste un folto carteggio del 1813-1814
tra S. Lorenzo in Campo e le Autorità del Dipartimento
Metaurense del Regno d'Italia nel periodo napoleonico,
da cui risultano profondi contrasti tra chi voleva
la realizzazione dell'opera e chi vi si opponeva
per il timore di danneggiare la struttura del
palazzo. Lo statuto della Società del Condominio
dei palchi è datato 20.VIII.1816. Il teatro restaurato
nell'anno 1981, prende il nome dal celebre concittadino
Mario Tiberini, tenore assai apprezzato da Giuseppe
Verdi.
Nel Palazzo Della Rovere, non lontano dalla Abbazia
Benedettina, si trova il Museo Archeologico del
Territorio Suasano, in cui si può ripercorrere
la storia del popolamento antico della media valle
del Cesano. Nelle prime due sale vengono illustrati
gli aspetti geologici e paleozoologici, con esposti
fossili e reperti faunistici di specie animali
preistoriche, mentre la sala III tratta dell'evoluzione
del popolamento dal Neolitico sino al Medioevo.
Chiude il percorso la sala IV, dedicata all'ager
Suasanus e alla Collezione Giorgi, una raccolta
antiquaria di materiale formatasi per opera dell'appassionato
locale Gello Giorgi. |
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