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ITINERARIO "SENTIERO DELLE FONTI"

Croce di Rave - Gingualdese - Fonte Mura - Madonnina di Chiavelle

Dalla strada provinciale di Fonte Avellana, adiacente al fiume Cesano, il percorso si snoda sulle pendici del monte Mura, giungendo al valico della Gingualdese con la omonima Fonte e aprendosi su suggestive viste panoramiche del massiccio del Catria. Quindi si scende a Fonte Mura e ritorna verso valle. Ritornati nuovamente sulla provinciale si risale verso il punto di partenza passando vicino alla Fonte delle Cafanne. La presenza di un’altra importante sorgente nella zona, la fonte della Pianacciola, giustifica la denominazione “sentiero delle Fonti”.

 

IL PERCORSO

Non presenta particolari difficoltà e quindi alla portata di tutti, anche dei tanti gitanti che, pur non essendo grandi camminatori, trascorrono la giornata con la propria famiglia nelle numerose aree di sosta attrezzate dalla Comunità Montana lungo la strada provinciale.

l percorso viene descritto con partenza da Croce di Rave, ma anche in senso inverso, con partenza dalla Madonnina di Chiavelle, non cambia di difficoltà.

Particolarmente interessante, dal punto di vista botanico, l’ascesa da Rave alla Gingualdese, in quanto in pochi metri di dislivello si incontrano diverse specie di piante.

Si parte dalla S.P. 52, che da Serra Sant’Abbondio conduce a Fonte Avellana, in corrispondenza dell’area di sosta di Rave (0,0-484). Il sentiero, segnalato anche da un cartello, inizia dopo poco essersi inoltrati nella strada a dx (0,05-500) con una salita su una vecchia strada probabilmente utilizzata in passato per raggiungere piccolissimi campi coltivati. Dopo una prima parte di salita più accentuata (0,300-555) si attraversa una formazione boschiva nella quale, accanto a specie tipiche dell’orno - ostrieto (carpino nero, orniello, acero napoletano), si associano specie più termofile quali roverella, acero minore, acero campestre ed alcune caratteristiche della macchia mediterranea come leccio e ligustro. Fra le numerose specie arbustive si segnalano la fusaggine, il prugnolo, il caprifoglio, il sanguinello, il nocciolo, il biancospino, il pungitopo ecc. Salendo di quota (0,800-690) in corrispondenza di ex coltivi ormai colonizzati da ginestra, rosa canina e ginepro comune, si apre una suggestiva vista sul Massiccio del Catria (Balza dell’Aquila e Costa del Corno). Proseguendo (1,050-733), la strada assume sempre più l’aspetto di un sentiero invaso dalla vegetazione spontanea e dopo aver attraversato un impluvio caratterizzato da una diversa esposizione e morfologia entriamo in un bosco (1,170-750) in cui, accanto alle specie proprie del piano vegetazionale, se ne sviluppano alcune tipiche di ambienti montani come faggio e farinaccio. Superato l’impluvio (750) troviamo in posizione più assolata, una leggera salita ai margini della quale ritroviamo roverelle, lecci ed aceri oltre a numerosi arbusti. Si giunge così in breve tempo in vista della Fonte della Gingualdese (770) circondata da pascoli sommitali, fino ad arrivare, poco oltre, al primo punto - tappa situato sul crinale della valle in prossimità dell’incrocio stradale (800) per Petrara.

Dall’incrocio stradale in cima alla valle si seguono le indicazioni per Fonte Mura, percorrendo la strada bianca “della Gingualdese” che raggiunge Serra Sant’Abbondio. Sul bordo della strada sorgono olmi ed alcuni tigli di notevoli dimensioni. Dopo aver percorso alcuni tornanti in discesa, poche centinaia di metri prima del bivio che, a dx prende per fonte Mura, si prende sulla dx (2,600-740) un evidente sentiero che attraversa prima un pascolo, quindi all’interno di un impluvio un bosco di aceri, carpini e faggi, giungendo in breve a Fonte Mura (2,800-688).

Dal fontanile si continua in discesa su una ampia strada che costeggia il fosso. Da notare, dopo poco, a dx della strada, seminascosto dalla vegetazione il vecchio deposito per l’acqua (2,900-638), ormai sostituito dal nuovo, di recente costruzione situato adiacente al fontanile.

Dopo circa un chilometro si raggiunge l’edicola votiva di Madonnina di Chiavelle (3,900-483) e la strada provinciale asfaltata (4,170-468).

Da qui si torna al punto di partenza a Croce di Rave (6,400-484) costeggiando il corso del Cesano.

 

MOUNTAIN BIKE

In senso contrario a quanto descritto, da Rave a Chiavelle, Fonte Mura, Gingualdese e ritorno a Rave, il percorso può essere affrontato anche in mountain bike. È però consigliato solo a bikers preparati in quanto non manca di difficoltà.

Raggiunta con fatica Fonte Mura da Chiavelle, anziché tagliare per il bosco (impossibile da percorrere in bici) si prosegue a dx sulla carrareccia che si innesta sulla strada soprastante. Si prende a sn e si continua a salire fin quando non troviamo i prati della Gingualdese sullo stesso livello della strada. Attraversiamo i prati a sn del fontanile e ci immettiamo, sempre a sn, nella piccola valletta che porta al bosco. In questo primo tratto non abbiamo nessuna traccia da seguire. Attraversiamo il bosco in discesa seguendo una debole traccia adiacente all’impluvio facendo estrema attenzione in quanto non mancano pietre e radici, fino ad incontrare, poche centinaia di metri più in basso, il sentiero ben più evidente che ci condurrà a Croce di Rave. Il tratto dal valico della Gingualdese a Croce di Rave è consigliato ai soli veri esperti in quanto tutto il percorso è invaso dalla vegetazione e il fondo, se non inerbato, è alquanto sdrucciolevole per la presenza di pietre.


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