Una passeggiata a Corinaldo...

25/mag/2017
Veronica Mandolini

Oggi andiamo alla scoperta di…  CORINALDO!
Un luogo magico, dove il tempo sembra essersi fermato.

Innamorarsi tra i vicoli di questo antico borgo è naturale. Ci si arriva attraversando le dolci colline che lo circondano e una volta arrivati si ha come l’effetto di un colpo di fulmine. È così, credetemi. Non a caso Corinaldo è stato inserito già da molto tempo nell’elenco dei Borghi più belli d’Italia.

La prima cosa da fare alla scoperta di questo antico borgo è semplicemente perdersi nelle vie del centro storico, passeggiare dentro le mura ed arrivare fino al punto panoramico più famoso di Corinaldo ovvero Le cento scale. Godetevi la meravigliosa vista sulle terre marchigiane magari seduti all'interno o nelle terrazza dei caratteristici locali del paese. Tutti offrono ampia scelta di vini e buon cibo.

CorinaldoRiprendete il cammino intorno alle mura ancora oggi ben conservate e vi accorgerete che ogni angolo, ogni vicolo sarà perfetto da immortalare, in particolare al calar del sole.
Corinaldo fa parte del Parco Archeologico di Suasa, la città romana sorta nel III secolo a. C. nella valle del fiume Cesano su un’antica via di tramite tra la costa adriatica e i valli appenninici.

La cittadina è poi famosa nel mondo cattolico per essere città natale di Santa Maria Goretti, martirizzata nel 1902. Corinaldo è anche nota come “città dei matti” per una serie di storie legate proprio ai suoi abitanti.  Tra queste la più famosa è quella di "Scuretto", soprannome del ciabattino Gaetano, che non era immune al sapore del buon vino tanto da sperperare denaro su denaro per bere a più non posso. La storia narra di un figlio, emigrato in America, che spediva i propri guadagni al padre, Scuretto per l’appunto, per costruire la loro casa. Soldi che però, puntualmente, finivano nelle osterie di Corinaldo, perché si sa… un bicchiere tira l’altro!

CorinaldoIl figlio, ad un certo punto, si insospettì e chiese al padre una prova dello stato dei lavori della casa. Scuretto, da abitante doc di Corinaldo, ebbe l’idea geniale quanto folle di far costruire la facciata di un edificio, in pieno centro, con tanto di numero civico. Si fece fotografare alla finestra della fantomatica casa e spedì la foto a testimonianza dei lavori ultimati. Ma il figlio, a differenza del padre, non se la bevve, e smise di inviare i soldi. Il risultato è diventato storia, con la casa che non venne mai finita ed oggi, a metà di via della Piaggia, ovvero la scalinata centrale di Corinaldo, al civico numero 5, una facciata, con tanto di targa, che recita “casa di Scuretto”.

Storia e personaggi sono puramente reali ed esistiti nei primi anni del XX secolo, a Corinaldo, davvero… la “città dei matti”.