Il "Sentiero Frassati" tra il Monte Catria e Fonte Avellana

ITINERARIO "SENTIERO FRASSATI"

Valpiana - Madonna Acquanera - Fonte Avellana

Le stagioni migliori per apprezzare questo percorso sono la primavera (maggio - primi di giugno) e l'autunno (tardo settembre - ottobre). Il sentiero è praticabile tutto l'anno; in inverno è però consigliabile solo ad escursionisti esperti per la possibilità, essendo i versanti esposti prevalentemente a nord, di ghiaccio e nevai ghiacciati che obbligano all'uso di attrezzature speciali (ramponi e racchette da neve). Anche la pioggia o la sola umidità dei prati possono creare problemi se non adeguatamente attrezzati.

 

IL PERCORSO

Nel 1996 il Club Alpino Italiano lanciava l'idea di realizzare in ogni regione d'Italia un sentiero di montagna di particolare interesse naturalistico, storico e religioso da intitolare al torinese Pier Giorgio Frassati, iscritto al Sodalizio, morto a 24 anni nel 1925 e beatificato nel 1990.

L’individuazione di un sentiero che unisse al carattere alpestre dell’ambiente attraversato anche la presenza di luoghi e memorie significative dell'esperienza religiosa nel nostro Appennino è stata effettuata dal C.A.I. marchigiano; la scelta in ambito regionale del massiccio del Catria, sia per l'itinerario proposto che per la presenza e la storia del Monastero di Fonte Avellana, è stata pressoché unanime.

La sezione del C.A.I. di Pesaro ha provveduto a predisporre il progetto di massima dell’itinerario, scegliendo tra i possibili percorsi verificati sul terreno e rispondenti al requisito della sicurezza, quello che per lunghezza permettesse di toccare luoghi tra i più suggestivi ed in grado di fornire i necessari supporti logistici con la possibilità di ospitalità e pernottamento per soddisfare la domanda del turismo-escursionistico proveniente dall’associazionismo cattolico.

Notevole è l'interesse delle sezioni C.A.I. per Il Monte Catria anche in ambito interregionale; quindi il "Sentiero Frassati" rappresenta certamente una risorsa in più per il tempo libero e per il desiderio di conoscenza del nostro ambiente montano.

L'itinerario proposto parte da Cagli (San Geronzio) e raggiunge, attraverso i prati sommitali del Monte Bambino e del Campifobio, la fonte di Pian di Troscia, per scendere a Valpiana (ove e' possibile trovare ospitalità nell'omonimo rifugio); da qui si raggiunge la Chiesa di Madonna di Acquanera (altra possibilità di pernotto) e poi, attraverso le Balze della Porta, si arriva all'Eremo di Fonte Avellana. Il Sentiero può naturalmente essere percorso anche in senso inverso.

Il “Sentiero Frassati” delle Marche è stato realizzato dalle Comunità Montane di Cagli e Pergola e dall'Azienda Speciale Consorziale del Catria di Frontone, in collaborazione con i Comuni di Frontone, Serra Sant'Abbondio, Cantiano, Cagli e la Sezione CAI di Pesaro. Tali Enti hanno provveduto anche alla organizzazione della manifestazioni inaugurale che si è tenuta nei giorni 26 maggio 2001 al Castello di Frontone e il giorno successivo in località Val Piana.

Per gli eventuali pernottamenti bisogna rivolgersi all’Azienda Speciale Consorziale del Catria che a sede in località Foce di Frontone, che gestisce i rifugi di Valpiana e Acquanera.

1a Tappa: CAGLI - MONTE BAMBINO - RIFUGIO VALPIANA
Tempo di percorrenza: ore 5/6 circa Difficoltà: EE (escursionistico per esperti)

2a Tappa: RIFUGIO VALPIANA - BALZE DELLA PORTA - FONTE AVELLANA
Tempo di percorrenza: ore 5 circa Difficoltà: EE (escursionistico per esperti)

VARIANTE: DEVIAZIONE PER IL RIFUGIO MADONNA DELL'ACQUANERA
Tempo di percorrenza: ore 1.10 circa (discesa: 0.25; risalita: 0.45) Dislivello: m 200 (discesa e salita)

1a Tappa - nel territorio della Comunità Montana del Catria e Nerone
Si parte da Cagli (m 290) - uno dei più bei centri storici marchigiani, caratterizzato da una dominante della pietra come materiale da costruzione - in prossimità del posto tappa del "Sentiero Italia" in località "San Geronzio". Si sale attraverso campi e boschetti dapprima lungo il versante Est del Monte Bambino (m 825) poi, con direzione Sud, per un lungo crinale di cresta che, con salita rapida e molto panoramica, aggira la sommità del Monte Campifobio (m 890). Con breve discesa alla sella del Pradel si giunge presso un abbeveratoio e si inizia a risalire, nel bosco, verso la parte sommatale della Val Canale. Si attraversano gli impluvi di diversi fossi che scendono vertiginosamente a valle e si giunge, sempre in ambiente boschivo, alla sorgente di Pian di Troscia con il grande serbatoio di raccolta dell'acqua. Si aggira il Monte Morcia con deciso cambio di direzione (Sud-Ovest), salendo per breve tratto fino a giungere sui prati in prossimità della splendida faggeta di Valpiana e da qui al Rifugio omonimo dove è possibile il pernottamento.

2a Tappa - nel territorio della Comunità Montana del Catria e Cesano
Da Valpiana si segue per breve tratto la strada bianca che porta al Monte Acuto; si prende la prima deviazione a sinistra (0,00-980), che con una breve discesa porta alla Valle del Mandrale e quindi fino alla fonte di Bocca della Valle (0,33-1009). Si passa vicino all’omonimo rifugio (0,41-1021), gestito dall’Azienda Speciale Consorziale del Catria che ha sede a Foce di Frontone, quindi il sentiero sale il lato opposto della valle lungo il versante Nord del monte Acuto, addentrandosi nel bosco vicino ad un’appostamento di caccia ai colombacci (0,91-1042). Dopo poco, sempre seguendo la traccia ben evidente del sentiero, si cambia direzione passando sul versante est del monte (1,28-1077) e, ancora più avanti si trovano le tracce della prima delle numerose carbonaie (1,85-1122) presenti lungo il tracciato. Una radura (2,30-1182) ci permette di ammirare - ma solo con il bosco spoglio delle foglie - un bel panorama. Dopo aver attraversato un primo impluvio (2,47-1185), il sentiero, che non presenta più alcuna difficoltà dal punto di vista altimetrico, diventa una vera e propria carrareccia, utilizzata in passato per raggiungere le carbonaie e la legna che i boscaioli accatastavano lungo il percorso prima di trasportarla a valle. In questo primo tratto, il sentiero si snoda lungo la fascia di transizione tra l’orno-ostrieto e la faggeta soprastante, per cui a seconda dell’esposizione, dei crinali e degli impluvi, si sviluppa una differente vegetazione costituita da un bosco ceduo di carpino nero, orniello, sorbo montano, ciliegio, ecc. alternata a fustaie di faggi, frassini, aceri, ecc. Di notevole importanza la presenza di numerose piante di tasso, che in questa area trova condizioni ottimali di crescita; non a caso vecchie mappe denominano la zona con il toponimo “intassare”. Da segnalare anche alcune interessanti specie nemorali come il pungitopo maggiore ed alcune felci.

Attraversato un secondo fosso (2,90-1161) si prosegue in direzione nord in mezzo ad una faggeta con esemplari di notevoli dimensioni. Terminato il bosco si giunge all'intersezione con il sentiero n° 61 (3,53-1105). A questo punto, prendendo a destra, una breve salita ci conduce alla vecchia strada di servizio della bidonvia di Cupa Cotaline da dove è possibile proseguire fino alla cima dell’Acuto.

Si prosegue invece a sinistra sul brullo versante ovest della genga aguzza e, al termine di questo (3,87-1066), si continua la strada dentro un bosco recintato poco più a valle (4,04-1035) e quindi si giunge sulla panoramica cresta del monte Schioppettino dove, a sn., si dirama un sentiero per il rifugio di Madonna dell’Acquanera (4,36-980). Da segnalare, dal punto di vita forestale, oltre alle specie in precedenza osservate, la forte presenza in questa zona di agrifogli.

Per proseguire verso l'eremo di Fonte Avellana, dalla cresta del monte Schioppettino si cambia direzione (Sud-Est) voltando a destra (4,46-974), e, attraversati alcuni prati, qualche boschetto di roverella ed acero trilobo che, man mano che ci si addentra verso un nuovo impluvio, lasciano il posto ad un bosco misto di carpini neri, aceri e faggi, si giunge in zona "Balze della Porta" passando ad un tiro di schioppo dalla “Genga Aguzza” (5,44-927). Il sentiero, dopo una bella e impegnativa discesa adiacente a prati un tempo coltivati e delimitati da caratteristici muriccioli a secco utilizzati a pascolo (5,71-888), si congiunge con la vecchia strada di Cupa Cotaline (6,34-817), supera l'impianto della bidonvia (6,66-769) e conduce ad una stretta valletta (7,50-680)dall'aspetto quanto mai suggestivo sotto l’imponente bastione delle Balze.

A questo punto, in caso di necessità di acqua, si consiglia di fare una piccola deviazione scendendo di poco a valle, dove si incontra un piccolo deposito da dove è sempre possibile rifornirsi.

Si risale con diversi tornanti fino ad un bellissimo, ormai in disuso, abbeveratoio (7,90-798), quindi attraverso il bosco della Moccicchiosa, suggestiva faggeta con esemplari di notevoli dimensioni. Si percorre tutto il versante Nord di Rocca Baiarda (m 950) su una traccia ben evidente e segnalata in forte salita, quindi, svoltando decisamente a sud verso dx, (9,07-941) a mezza costa in lieve discesa fino ad incrociare il "Sentiero Italia" n. 69 (9,85-868). Si continua invece a sn., e, con bella e veloce discesa tra boschi di roverelle e carpini raggiungiamo il passo della Forchetta (10,92-782). Attraversiamo la strada asfaltata e scendiamo, a dx, verso il famoso complesso monastico di Fonte Avellana (11,32-675), particolarmente suggestivo per la voluta solitudine e per l'integrazione con l'ambiente montano, concludendo il percorso.

All’incrocio con il sentiero Italia n. 69, proseguendo in salita, a destra, si può salire verso Rocca Baiarda, quindi verso il monte Catria passando per il Pluviometro, o raggiungere l’Infilatoio con il sentiero n. 77 o dei Carbonai.

 

VARIANTE ACQUANERA

Dai prati del monte Schioppettino, svoltando a sn., con un sentiero segnalato e ben visibile, è possibile scendere al Rifugio-Santuario "Madonna dell'Acquanera" (m 722), solitaria chiesa votiva sorta su probabile antico romitorio. Il luogo è di grande suggestione: completamente defilato rispetto agli itinerari principali, anch’esso attrezzato e gestito dall’Azienda Speciale Consorziale del Catria, offre la possibilità di pernottamento a gruppi di circa 25 persone con sacco a pelo. La chiesa con il romitorio sorge su un terrazzo prativo che domina tutta la valle selvosa, chiusa da ripide pareti, con lunga veduta fino al monte Tenetra (m 1240) che ne chiude l'orizzonte. Qui ci si può dunque fermare per il pernottamento.

Questa variante richiede poco meno di mezz’ora per raggiungere il Santuario dallo Schioppettino e circa un’ora per ritornare ai prati.

Altra interessante variante: poco dopo aver svoltato per il Santuario, un’altra piccola deviazione, a destra della Fonte Petraia (o Petrara), ci permette di raggiungere le creste delle Balze che sovrastano il fosso del Mandrale, da dove si può godere di una magnifica vista. Arrivare “sopra” queste Balze è comunque consigliato solo a chi non soffre di vertigini e comunque sempre con cautela e circospezione.